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ARTICOLI DI CINEMA Le
giornate del Cinema Muto di Pordenone Ottobre 2010 Ho scoperto che dopo 110 anni il cinema muto è ancora muto ma riflesso nelle pupille di 1000 spettatori che ogni anno affollano il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone. Vengono da tutto il mondo ad ammirare la settima arte in bianco e nero quando ancora era senza voce. Li riconosci immediatamente questi incredibili spettatori; sono vestiti in maniera bizzarra con "paiette" e lustrini. Qualcuno indossa un vestito da sera, un signore con i baffi all'insù porta un bellissimo cappello a cilindro. Si conoscono tutti tra loro e chiacchierano girando per i bar ed i ristoranti di Pordenone, città veramente della Cultura con la C maiuscola. E c'è aria di festa a Pordenone quando inizia il Festival delle Giornate del Cinema Muto. Un'atmosfera particolare color ocra e rosso vermiglio invade le strade e le piazze per diventare in bianco e nero sullo schermo bianco latte del Teatro Verdi. Già dal primo giorno si allunga una fila interminabile di persone che vogliono guardare "The Navigator" del grande re del muto Buster Keaton, un film del 1924. Un signore abbronzatissimo che fa parte dell'organizzazione, c'esorta a cambiare fila se vogliamo entrare subito per vedere i corti francesi del giovane attore Bebè "bambino pestifero" diretti da Louis Feuillat, i quali ebbero tanto successo nella Parigi del 1910. E scopriamo un mondo zebrato dove non è invaso dai rumori assordanti degli effetti speciali fini a se stessi. Mi sono innamorato guardando bambini ed adulti attori davanti alla cinepresa che non possono parlare. Ti fanno degli ammiccamenti o dei risolini a volte dicono qualcosa che non puoi capire. Sembra di assistere ad una recita teatrale frapposta da uno spesso vetro curvo di 1 metro di spessore. Sembrano attori imbottigliati! "Non ti sento urla più forte". Vicino a me una giovane dama mi teneva la mano ed io ero contento. Mi riprendo dal sogno in cui sono scivolato. Ma ho letteralmente guardato più di 6 ore d'immagini senza sonoro e musicate da pianisti d'eccezione. Per l'anteprima del film di Keaton c'era l'accompagnamento musicale dal vivo dell'European Silent Screen Virtuosi con Gunther A. Buchwald al piano, Frank Bockius alle percussioni, Lee Mottram, Richard Williams, Romano Todesco al contrabbasso, bravissimi. E' stata un'emozione fortissima mischiare i nostri sensi nel buio illuminante del Teatro Verdi; non trovando posti liberi ci hanno assegnato il famoso e scomodo "strapuntino". Domenica 3 ottobre io e la mia dama del muto che mi accompagnava ed io accompagnavo lei, ci siamo immersi nella galleria dalle ore 15:45. C'erano una serie di corti musicati dal vivo delle classi della scuola media centro storico di Pordenone e della scuola media Balliana-Nievo di Sacile. Che magnificenza assistere alla visione di corti come "THERE IT IS" (US 1928) di Harold L. Muller. Che poesia ammirare un piccolo assistente ad un investigatore di Scotland Yard dal nome McGregor che dorme dentro la scatola di fiammiferi. E' bellissimo ascoltare la musica composta ed arrangiata da 30 piccoli studenti che si cimentano per la prima volta in pubblico con le immagine mute. Per la sera ci siamo riserbati la visione di un capolavoro assoluto della storia del cinema universale: "La corazzata Potemkim" diretta dal maestro russo Sergei M. Eisenstein, 1925. Al pianoforte il maestro tedesco Gunter A. Buchwald. L'abbiamo vista come fu fatta vedere all'anteprima mondiale del 1925 anticipata da uno splendido documentario sulla pesca delle aringhe girato ad Odessa dal titolo "Drifters" diretto da John Grierscon. Ammetto che non l'avevo mai vista. Per me è stato come scoprire per la prima volta il cinema. Il nostro Paolo Villaggio ha la responsabilità di aver allontanato migliaia di spettatori con la sua battuta "La Corazzata PotemKim? Una cagata pazzesca!". Non è vero e quella bandiera rossa colorata a mano sulla pellicola che è innalzata sul pennone della corazzata, rimarrà per sempre nell'immaginario collettivo di tutti gli amanti del cinema sia in bianco e nero che a colori. Lo staff delle Giornate del Cinema muto è molto discreto e gentile; mi ha però segnalato la presenza di una mia eroina di quando ero giovanissimo e impazzivo letteralmente a guardare le avventure urbane di una banda di miei piccoli coetanei: "Le simpatiche canaglie". Il serial veniva trasmesso da Rai Uno la domenica mattina alle 12:00. Beh! Non ci crederete se vi scrivo che da 30 anni l'attrice biondina della serie televisiva americana viene da sola a Pordenone a vedersi tutti i film della sua generazione. Ha 88 anni ed ancora fa cinema guardandolo. E' stupefacente. Si chiama Jean Darling ed all'epoca era in bianco e nero, oggi la vediamo a colori che attraversa al rallentatore la strada che separa il Teatro Verdi dal suo albergo preferito, l'Hotel Moderno di Pordenone, capitale del cinema passato. Complimenti al musicista Antonio Coppola!
Francesco Azzini |
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