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ARTICOLI DI CINEMA

Inception
di Francesco Azzini

Il cinema è davvero in crisi. Giovedì sera sono andato al Cinema Marconi allo spettacolo delle 22:30 a guardare un film americano "Inception" con la grande star Leonardo Di Caprio. Eravamo tre spettatori che abbiamo deciso di occupare tre posti tre in mezzo alla sala. E' stata un’esperienza surreale. Dopo 5 minuti ci siamo accorti che potevamo commentare il film ad alta voce senza il timore d'essere inopportuni. Mi è tornata alla mente l’esperienza unica ed indimenticabile di vedere un film al Cinema fiorentino "L'Universale", oramai chiuso e sepolto da 25 anni. Al Cinema Universale si potevano urlare i nomi degli attori che scorrevano sullo schermo, com’entrare dentro la sala con una vespa special del 1973.

Tutti e tre eravamo d'accordo nel porci reciprocamente domande a raffica sulla trama che stavamo vedendo. Perché il film in questione inizia su una spiaggia che diventa una sala incontri rosso dorata, che diventa una strada trafficata con le macchine che corrono sul cielo e…
Per i primi 40 minuti della pellicola non si riesce a venire a capo di quello che sta letteralmente succedendo davanti ai nostri occhi. Dopo, però, il cervello rimette apposto il puzzle delle immagini che hanno come perno sempre la figura intera del bravissimo Leonardo Di Caprio.
Ti accorgi, allora, di aver speso in maniera decente gli ultimi spiccioli della settimana per andare a vedere un film della settima arte che, purtroppo, sta morendo nelle nostre sale cinematografiche oramai sempre più deserte. Nel film troviamo i segnali di un prossimo futuro che ci attende forse nei prossimi 30 anni. Ci sono i ladri che ti rubano i sogni e quelli che t’innestano delle idee nel cervello che non sono le tue, sempre attraverso l’unico campo che ancora è sgombro dal dio denaro: il sogno, il nostro sognare, il Vostro sognare anche ad occhi aperti.
I sogni sono la realtà o viceversa?
Questa è la domanda che ci pone il regista.
Quante dimensioni esistono?
Quanti livelli può contenere un sogno collettivo?

E' interessante esplorare la percezione della mente che sogna. Lungo tutta la storia del film ci sono disseminate anche le solite banalità dell'archetipo funzionale sul quale si basa la costruzione delle sceneggiature dei film hollywoodiani, tipo la donna che chiede all'uomo "Invecchieremo insieme?".
Nel film la risposta a questa domanda, cara a molti di noi, la troviamo nel sogno che seppur visionario e caotico può essere anche reale.

Ma ho sognato o mi hanno fatto sognare di comprare il biglietto per andare al cinema a guardare il film?

Francesco Azzini