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ARTICOLI DI CINEMA

La paura di Pippo Delbono
di Francesco Azzini

Titolo Film LA PAURA
Anno 2009
Durata 66'
Origine ITALIA/FRANCIA
Colore c
Genere REALIZZATO CON UN TELEFONINO
Formato BETA DIGITAL
Produzione Compagnia Pippo Delbono/Le forum des images/
Quidam production/Les films d'ici

Regia PIPPO DELBONO
Montaggio PIPPO  DELBONO/BENOIT LABOURDETTE
Note Presentato in concorso internazionale fuori competizione al 62° Film Festival Locarno

Un manichino di donna ci guarda dalla vetrina di un negozio alla moda di Milano. Noi la guardiamo, le immagini indugiano sul viso di plastica. Piove, notiamo le gocce d'acqua sul vetro. L'inquadratura si muove, indietreggia, avanza. E' il cellulare di Pippo Del Bono che sta registrando tutto quello che vediamo. Il regista italiano di teatro più famoso all'estero ci mostra la paura. La paura di guardare, osservare, partecipare agli eventi della nostra vita collettiva; come quando hanno ucciso a bastonate un ragazzo nero a Milano perché aveva rubato un pacchetto di biscotti. Ecco: Pippo Del Bono è presente ai suoi funerali. L'unico "straniero" italiano che segue, guarda la cerimonia funebre, l'ultimo viaggio di un ragazzo ucciso perché nero, perché fa paura. Le immagini di questo straordinario film girato con un semplice oggetto di culto come il cellulare ci restituiscono la paura di tutti i giorni. Ho paura a guardare in faccia la realtà come fa Pippo. La televisione mette paura di questi tempi. I politici istigano alla paura. A chi fa paura Pippo Del Bono? A Tutte le persone che non si indignano più, a me fa paura perché non mi sono occupato di registrare quegli eventi che stanno cambiando il nostro paese. In questi giorni hanno sparato a vista ai neri di Rosarno, in Calabria. Italiani che sparano a sudafricani che lavorano come schiavi nei nostri campi di pomodori. A chi fanno paura questi "ultimi" che muoiono di fame nella nostra penisola?
Pioppo Del Bono ci mette in faccia lo schifo che è diventata l'Italia; ci sputa addosso la paura dei nostri intellettuali che aprono bocca solo davanti a una telecamera e scrivono qualche pezzo di giornalismo sulla carta stampata che non legge più nessuno.
Fa paura vedere migliaia di ragazzi e ragazze in Piazza Duomo a Milano che saltellano davanti ad un grande teleschermo di massa dove all'interno compare il cardinal Tonini. Il cellulare registra la comunicazione che l'alto prelato fa alla sua udienza. L'inquadratura dura più di tre minuti e ci mette angoscia. Pippo Del Bono c'era anche lì, in mezzo ai soldati della chiesa che oramai difende solo sé stessa. Pippo Del Bono rimane quindi l'unico testimone della paura che ci attanaglia la gola e ci impedisce di osservare la realtà che ci circonda.
Esiste, poi, la paura di amare che è forse quella che più ci colpisce e ci distanzia dall'essere umani.
Anch'io ho avuto paura di amare e di essere amato. Questo mi fa paura.

Francesco Azzini