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ARTICOLI
DI CINEMA
Compassione
per il cinema assistito
ovvero il cinema italiano non lo vede nessuno
di
Francesco Azzini
Tempo fa
il regista, attore e autore teatrale Alessandro Benvenuti rispondeva alle
domande di un critico cinematografico sul quotidiano La Repubblica
in merito alla scomparsa prematura dalle sale cinematografiche del suo
ultimo film Ti spiace se bacio mamma? Il film pur non essendo
un capolavoro ha avuto un incasso pari ai film americani in uscita in
quel periodo.
L’autore in due parole ha svelato il motivo per cui film non di
cassetta durano poco nelle sale anche se sono costati molto nella realizzazione.
Ti spiace se bacio mamma? ha goduto di un finanziamento pubblico;
il produttore quando il film è uscito in sala aveva già
fatto il suo incasso: ha prodotto la pellicola con i soldi dello Stato
e fatto uscire il film solo per un ulteriore contributo alla distribuzione.
Pochi giorni di programmazione per ottenere dunque l’ennesimo contributo
assistenziale gratuito. Che importa se il film non incassa?
Il più delle volte i produttori sono anche piccoli distributori:
piove sul bagnato.
E’ anche vero che i film non si fanno più per essere visti:
si montano per tenere in piedi il baraccone desolante della distribuzione
italiana.
La dicitura "..interesse culturale nazionale, realizzato con il sostegno
della Presidenza dei Ministri..." indica in pratica che se un produttore
ha a disposizione due milioni di euro realizza il film con poco meno della
metà (poggia e buca fa pari): l’altra finisce nelle sue tasche
tramite fatture false e simili. L’indomani, all’uscita del
film, grandi piagnistei sulla crisi del cinema italiano che non riesce
a raggiungere il pubblico.
Al cinema italiano mancano due ingredienti: passione e onestà.
Molto altro si potrebbe dire ma si rischierebbe di ripetere delle ovvietà
come ad esempio che il sistema televisivo su cui il cinema si appoggia
è penoso. Rilanciamo la discussione da questo punto di vista.
Francesco
Azzini
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