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ARTICOLI DI CINEMA

Libero De Rienzo Santo Subito!
(guardando il film Sangue, sottotitolo la morte non esiste)
di Francesco Azzini

Ci siamo appena calati un acido forse abbiamo ingoiato una pasticca… non ricordo il nome di quella piccola pallina blu. Sono sicuro che la pallina non fosse una zigulì al gusto di mirtillo.
L'iniziale "dolce omaggio" al capolavoro fantascientifico di Kubrick apre il primo lungometraggio dell'attore cineasta Libero De Rienzo, volto dell'italian new cinema targato Ponti.
Libero filma il mondo di Yuri interpretato da un bravissimo Elio Germano. Lo filma e basta senza scavare troppo in profondità. Gira dei primissimi piani sulle mani irrorate di sangue rappreso dentro le rughette del giovanile arto. Documenta gli interessi stravaganti del personaggio spacciato subito come maledettamente geniale incompreso dalla nostra temibile società. Yuri colleziona e nutre zanzare carnivore ed ha terrore dei calci degli sbirri. Yuri spaccia fumo indiano per fumo nepalese.
La sorella di Yuri prova a raccontare la storia anche con l'ausilio della voce fuori campo ma il risultato è superficiale tanto che a metà della pellicola viene da chiedersi: è avanguardia produrre immagini contro sole e sfuocare ad arte i primi piani? È un film italiano quello che sto vedendo o un'allucinazione?
Magicamente, se siete riusciti ad andare oltre la visione del grande rave che anche gli uomini di sinistra demonizzano, assisterete all'epilogo tragicomico più interessante degli ultimi dieci anni di storia del cinema italiano. Il film ricomincia un'altra volta e diventa celluloide pura contro tutte le guardie del potere perché non è un film d'avanguardia!
Libero De Rienzo che fino a questo topico momento si era tenuto in disparte anche se presente con il piccolo cameo recitato in messicano entra nel grande schermo "travestito da prete" e ci racconta la paura.
È la paura che ci fa odiare gli "altri", è la paura che ci rende leoni e poi come pecore con le nostre divise indosso/addosso facciamo violenza sui più deboli. È tutta colpa della paura se oggi si bolla "Sangue, la morte non esiste" come film d'avanguardia.
Finalmente un film italiano che non lecca il culo alla solita classe dominante di questa "italietta", un film che ci fa capire come si generano gratuitamente le paure ed i sensi di colpa. Ma che colpa deve avere la vita….se fischi un politico sei tacciato di terrorismo…se vuoi la pace sei considerato un coglione idealista…se partecipi a un rave hai commesso un reato…in realtà hai solo vissuto e vomitato.

P.S.:
Da lassù,
forse i santi del cinema come don Luis Bunuel e sir Stanley Kubrick applaudono questo esordio di Libero De Rienzo nel piatto e televisivo panorama del cinema italiano; ecco il perché del titolo di questo pezzo.

Francesco Azzini