Hulot, distribuzione e vendita cortometraggi, dvd e riviste di cinema


dvd vendita e distribuzione

riviste di cinema: segnocinema & filmaker's magazine

concorsi cortometraggi

iniziative, eventi, appuntamenti

articoli di cinema

interviste

libri di cinema e fotografia

punti vendita a firenze

listino prezzi dvd riviste e libri di cinema

chi siamo

contatti

english version

 

HULOT, prima parte

Tatì va in vacanza e lascia il personaggio di François, portalettere, nelle fotografie in bianco e nero e colorate del paesino della Bretagna francese. Ecco che parte per il mare con Hulot, il personaggio che si svilupperà fino al 4 novembre 1982 quando morirà il corpo che gli dà vita.
Con il celeberrimo lungometraggio Le vacanze di Monsier Hulot del 1953 il mondo cinematografico instaura il primo collegamento parallelo con Hulot.

Hulot è un uomo lungo, dinoccolato che cammina sempre leggermente inchinato perché deve inchinarsi di fronte a tutte le persone. Una pipa gli impedisce di parlare e questa è la prima grande invenzione scenica del cineasta francese. Hulot non parla, mugugna, borbotta, sillaba parole indecifrabili che riesce in ogni modo a farlo interagire con il caotico mondo in cui si muove. Il primo scenario che gli si para innanzi allo sguardo apolide è la tranquilla località balneare dove sorge l'Hotel de la Plage, l'alberghetto sul mare meta delle vacanze hulottiane. Hulot non parla, parlano gli oggetti al posto suo. La porta saloon della sala pranzo produce un suono caratteristico che "inquadra" i personaggi che girano intorno al mondo di Hulot; presenze fisse ed oramai studiate, osservate da tempo dal Tatì "sociologo" e fantastico mimo. C'è la figura sospettosa del portiere d'albergo, subito infastidito dalla presenza di una persona strana come Hulot all'interno del calmo alberghetto; la dama elegante e gentile che con i propri movimenti leggiadri incanta gli uomini; il "cameriere servitore"; la figura del capitano dell'esercito dai modi cavallereschi, l'uomo d'affari che si riposa insieme alla famigliola. Il personaggio di Tatì svela e mette in luce tutti questi personaggi che fanno parte della vita, la nostra esistenza pregna di gesti automatici e banali. L'imitazione di un gesto semplice come è quello di guardare l'ora dall'orologio da polso, Tatì lo rende insuperabile con la gag del bicchiere di birra versato su un cliente dal solerte cameriere.

Hulot osserva anche come attore dall'interno del film la gente comune composta di bambini, vecchi, borghesi arricchiti; li guarda da lontano dalla cima di un abbaino come si osserva un gregge di pecore. Hulot non formula giudizi o sentenze ma ci radicalizza l'immagine di una società che si autoalimenta da sola, da centinaia di anni i movimenti dei suoi membri sono sempre gli stessi, aiutati oggi dall'opprimente tecnologia che avanza. Chissà quali avventure avrebbe imbastito Hulot tra le mega antenne per la telefonia cellulare che stanno invadendo i nostri giardini e palazzi e gli innumerevoli telecomandi di questa società stupidamente ipertecnologizzata all'apparenza ma ignorante e arretrata nella forma.

Hulot è vittima delle consuetudini della società, di chi non ragiona con la propria testa; il coro borghese che circonda il nostro uomo con la pipa è mortalmente snob e noioso agli occhi del mondo intero. Hulot invece è buffo ed inconsapevolmente efficace nel mettere alla berlina gli stessi coristi. Hulot con i suoi movimenti distrugge i meccanismi dell'ipocrisia sociale che regolano i comportamenti fra gli individui. Al giocatore di poker basta buttare sul tavolo una carta per essere giocatore e Hulot lo dimostra con un'altra gag formidabile.

Tatì disse una volta:
"Il mondo è una gag e la gag ci circonda"