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INTERVISTA
A NANNI MORETTI È
un pomeriggio primaverile e mancano quattro giorni alle elezioni politiche.
All’interno del più grande circolo ricreativo fiorentino
arriva un regista romano. Sta girando per l’Italia in cerca di materiale
per il suo prossimo film: "Aprile". Qual è stata la sua esperienza personale nel mondo del cinema? Ma la mia
esperienza è molto particolare e appunto molto personale. Non ho
fatto scuole di regia e non ho fatto scuole di recitazione e non ho fatto
nemmeno l’aiuto regista anche se l’ho chiesto all’inizio,
quando avevo diciannove anni, venti anni. Quand’ero a scuola l’ho
chiesto a molti registi con i quali mi sarebbe piaciuto lavorare, dai
fratelli Taviani a Peter Del Monte a Bellocchio. Può dare dei consigli al ragazzo o alla ragazza che volessero iniziare a fare cinema? Consigli…ma innanzitutto un augurio. Ad una ragazza ed un ragazzo che vogliono fare cinema gli auguro di avere fortuna perché ci vuole…gli auguro di avere talento che ci vuole anche quello e infine li inviterei ad essere molto determinati perché ci vogliono forse queste tre cose: fortuna talento e determinazione, testardaggine perché il cinema come il teatro la letteratura ed il giornalismo sono mondi, sono campi così aleatori per cui è importante la tenacia ecco! Io ho iniziato
con il super otto. Quando avevo vent’anni c’era il super otto
ed ho fatto i miei primi cortometraggi ed un lungometraggio “Io
sono un autarchico” che al di là dei risultati chiamiamoli
espressivi o artistici che io non voglio e non sono in grado di giudicare,
da un punto di vista organizzativo lo considerai un miracolo! Riuscire
a realizzare un lungometraggio narrativo in super otto era un’impresa!
Il super otto veniva usato per fare dei documentari od i filmini delle
vacanze oppure dei film militanti dove si vedevano delle manifestazioni
dove magari fuoricampo c’era un commento parlato o della musica;
però fare un film di finzione addirittura un lungometraggio in
questo formato era considerata una cosa impossibile quindi fu un risultato
eccezionale dal punto di vista organizzativo e produttivo. Quali possono essere le principali difficoltà nell’affrontare la realizzazione di un film, un’opera prima cinematografica? Uno dei problemi
di un regista sia che questo regista sia noto che completamente sconosciuto
è di capire quanti e quali mezzi ha a disposizione; è in
base a questo che può farsi venire in mente delle idee che possono
essere realizzate con molti soldi quando il regista ha a disposizione
tanti soldi oppure con pochissimi soldi nel caso contrario. Mi spiego:
un regista capisce che riesce ad avere solamente trecento milioni per
realizzare il suo film? Ecco invece scrive un copione che dovrebbe essere
realizzato con tre miliardi; il film viene fatto ed alla prima proiezione
in sala il pubblico si accorge che sono mancati i mezzi ed è lampante
la miseria produttiva e a ruota quella espressiva del film. Secondo me
quel regista deve buttare via la sceneggiatura che aveva in mente, quella
da tre miliardi e fare il film cercando un soggetto da realizzare con
il budget più piccolo, trecento milioni. Un augurio per i nostri autori di cortometraggi? Spero per
gli spettatori che questi cortometraggi siano dei bei filmini, spero che
non siano banali, spero che non siano qualunque, spero che non siano facili
e spero che non ricalchino in piccolo i difetti del cinema e del peggiore
cinema industriale. Grazie
Nanni!
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