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Crème fatale

di Veronica Locatelli

Morte di Veronica, tra gli indagati per omicidio colposo anche Leonardo Domenici

Hulot ricorda la regista di cortometraggi Veronica Locatelli

Purtroppo ancora capita che in una sera di luglio facendo una passeggiata sul Forte Belvedere a Firenze nel giorno del proprio compleanno si voli di sotto senza nemmeno rendersene conto. La sicurezza di cui parlano i nostri amministratori è solo a parole e contro i più indifesi. Mentre mettere in sicurezza un'opera architettonica bellissima come il Forte, costa caro ed allora non si fa niente e si continua a morire con il sorriso nell'indifferenza più stupida. È morta così una regista di cortometraggi, videomaker e amica della Hulot, Veronica Locatelli, che stimavamo per la sua creatività e grande disponibilità.
Veronica Locatelli aveva infatti lavorato alla realizzazione di uno dei corti di Francesco Azzini, Noi piccoli uccelli (9Mb), video pluripremiato nei festival cinematografici. Francesco, a sua volta, aveva partecipato come operatore di macchina nel corto di Veronica "Crème fatale", 1° Premio rivista "Musica" del quotidiano "La Repubblica".
Ciao Veronica!

veronica locatelli
Veronica Locatelli, foto tratta dal sito www.veronicalocatelli.it

Veronica Locatelli è stata ammazzata

Veronica non c’è più. Il 16 gennaio 2009 saranno passati sei mesi da quando la Vero, mentre passeggiava su un’aiuola del Forte di
sera è caduta dal parapetto; quella sera c’era l’inaugurazione della mostra fotografica di David La Chapelle, un migliaio di persone circa. Quella sera era anche il suo compleanno e per colpa della solita gastrite che aveva da sempre, non ha mangiato nemmeno la fetta di torta al cioccolato che le era stata offerta dagli amici e dal suo compagno. Per colpa di quella gastrite il colpevole della morte di Veronica, guarda caso, non potrà appellarsi al fatto che la persona caduta era sotto effetto di sostanze alcoliche; non potrà rilasciare dichiarazioni in questa direzione come ha cercato di fare. Il parapetto del muro del Forte Belvedere da dove è volata giù è purtroppo per tutti i fiorentini e i turisti più basso dell’altezza dell’aiuola da dove proveniva, appunto, Veronica Locatelli; c’e' appena la distanza di un passo per passare dal verde dell’aiuola al rosso dei mattoncini del parapetto e quindi cadere giù senza nemmeno accorgersi di nulla.
La zona dove è cascata la ragazza è un punto, quindi, pericolosissimo; addirittura non c'era l'illuminazione necessaria per far almeno avvertire il pericolo in quel punto, reso più evidente quando è giorno alla luce del sole. Il fatto ancor più sconcertante e che desta incredulità da parte dell’opinione pubblica è che il Comune di Firenze, proprietario dell’antica struttura, non ha mai pensato di bonificare il suddetto punto nonostante i 10 anni che il Forte Belvedere è stato sotto restauro e chiuso al pubblico. Addirittura dal 4 febbraio 2008 sono stati appaltati dei lavori di ristrutturazione per complessivi 726,778,65 euro da parte dell’ufficio tecnico delle Belle arti del Comune di Firenze così ripartiti: un nuovo parcheggio privato esterno alle mura difensive ed una risistematina alle luci di sicurezza della galleria della diamantina. Sono solo questi i lavori che hanno realizzato. Con quella cifra si potevano realizzare tutte le misure di sicurezza adatte a una struttura del genere e inugurare nuovamente la mostra di Folon!
Consideriamo il fatto che nel 2006 era precipitato giù dallo stesso punto in cui ha perso la vita Veronica Locatelli un ragazzo romano, Luca Raso di venti anni. Era in vacanza con due suoi amici e anche lui la sera del 3 settembre 2006 non si è accorto di passare dall’aiuola del Forte allo strapiombo esterno delle mura. Nel 2003 era morto perfino un cane, vicino allo stesso punto; sappiamo bene tutti che i cani possiedono un alto senso del pericolo. Quando stanno per giungere i terremoti e quant’altro la natura di disastroso ci riserva, gli animali in generale ma soprattutto i cani avvertono prima dell’uomo il pericolo imminente, possiedono un acuto senso dell’orientamento e dell’equilibrio. Pensiamo ai cani lupo che vengono usati per trovare i sepolti vivi dalle slavine e quelli che aiutano i ciechi. E’ molto difficile e strano che un cane si butti di sotto da un parapetto se non portato a farlo come nel nostro caso.
Perché non si è fatto niente per proteggere i cittadini e i turisti? Perché sono dovute morire due persone ed un cane per arrivare a dire che quel punto è pericoloso? Perché non si sono spesi duecento euro di rete metallica da piazzare almeno sotto il parapetto in questione per salvare la vita alle persone ignare di tutto ciò?
Prima del 2006 Il Professor Giorgio Bonsanti, ex Presidente di Firenze Mostre, era stato interpellato presumibilmente dallo stesso Comune per dare una consulenza tecnica sulle protezioni adeguate da attuare in quel maledetto punto e in tutta l'area del Forte. Aveva spedito un memoriale tecnico al Comune di Firenze per avvertire della pericolosità di quel punto.
Il Professore commenta così l’accaduto:

“La tragica fine di Veronica è per me tanto più insopportabile in quanto io l’avevo prevista. Non per lei e ne' in quel momento ma per qualcuno prima o poi. Conoscevo dall’interno le criticità del Forte da quando nel 1986 vi realizzai la mostra di Donatello e soprattutto avevo studiato un sistema di protezione tra il 2004 ed il 2006 da Presidente di Firenze Mostre, la società che aveva allora la mera gestione. I tecnici del Comune di Firenze mi assicurarono che sarebbe stata realizzata l’unica protezione che personalmente ritenevo determinante, un sistema di protezioni fisiche…” .

A chi ha spedito il memoriale il Professore? Chi è il colpevole di trattare con leggera imbecillità la vita delle persone?
Qualcuno non ha fatto il suo dovere e quel qualcuno deve pagare. L’ex assessore alla cultura del comune di Firenze Giovanni Gozzini si è dimesso perché aveva espresso un parere negativo sulla gestione della realizzzione del nuovo stadio dei fratelli Della Valle nell'area di Castello, non perché una ragazza è morta perché passeggiava sul Forte Belvedere di sua competenza.
Veronica è stata ammazzata dalla negligenza ed incuria di uno o più rappresentanti di questa classe politica reggente che amministra con leggerezza e balordaggine questa città rimasta ferma allo splendore del suo Rinascimento oramai morto e sepolto da più di 500 anni.
Nella città di Firenze, statisticamente parlando, si muore anche andando a visitare una delle architetture più affascinanti del rinascimento ed è quello che è accaduto a Veronica e a Luca, ma poteva accadere a chiunque.

Così e stata ammazzata Veronica Locatelli, ricercatrice universitaria, collaboratrice dell’Accademia della Crusca di Firenze e soprattutto regista di cortometraggi, la passione che ci legava da quando nel 1999 l’avevo conosciuta all’interno di un laboratorio video.

Francesco e tutta la Hulot

www.veronicalocatelli.it



Firenze - "Belvedere" e poi morire?